Decision making: i dati da soli, spesso, non bastano

La rivoluzione dei Big Data e il conseguente sviluppo e diffusione di soluzioni per analisi predittive e algoritmi di machine learning sta sempre più rafforzando l’idea che tutte le scelte di business debbano essere raggiunte attraverso l’analisi scientifica, trasformando così il management in una scienza esatta. Ma siamo sicuri che sia davvero così? In un recente articolo pubblicato su Hardvard Business Review, Roger L. Martin e Tony Golsby-Smith, rispettivamente direttore del Martin Prosperity Institute e fondatore e CEO della società di consulenza Second Road, propongo un approccio diverso che va ben oltre l’affidarsi totalmente ai dati, ma implica la creazione di metafore suggestive e narrazioni convincenti.

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Secondo i due studiosi basarsi solamente sui dati di cui si è in possesso per prendere decisioni è molto limitante, soprattutto per tutte le scelte che riguardano la strategia di business e l’innovazione: le più grandi invenzioni, come la ferrovia, l’auto e il telefono, che hanno introdotto enormi cambiamenti, sono tutte creazioni che la sola analisi dei dati preesistenti non avrebbe potuto prevedere.

Il management deve comprendere che in tutte le situazioni ci sono degli elementi che non si possono mutare, come alcuni processi produttivi basati su leggi scientifiche (ad esempio la temperatura di fusione di un materiale), e altri che invece sono mutabili. E’ necessario lavorare su questi ultimi, rompendo schemi predeterminati per prendere decisioni davvero innovative che portino a reali cambiamenti e a creare ciò che ancora non esiste.

Per poter realmente realizzare tutto questo, Martin e Golsby-Smith sottolineano come sia necessario riuscire ad immaginare ciò che potrebbe essere e convincere le persone a condividere quella visione, creando una narrazione nuova che vada a sostituire quella precedente che limitava il pensiero delle persone. 

Nella creazione delle diverse narrazioni possibili è dunque fondamentale inserire delle metafore coinvolgenti ed è essenziale adottare un corretto approccio strategico nel processo di definizione delle stesse e dell’individuazione di quella più adatta e potenzialmente vincente. Fondamentale in questa fase risulta essere il ruolo delle società di consulenza che possono guidare le aziende nel definire la giusta strategia di azione per l’individuare la migliore strada da percorrere.

Il fatto che l’analisi scientifica dei dati abbia migliorato il mondo – concludono i due autori – non implica che i dati debbano determinare tutte le decisioni di business: in c0ntesti immodificabili, in cui le cose non possono andare diversamente da come sono, il metodo scientifico e i big data sono asset preziosissimi, ma in contesti modificabili dove le cose possono cambiare, i dati non bastano ed è necessario andare oltre: fondamentale è fare questo passaggio prima che lo facciano i concorrenti.

Sinedi lavora quotidianamente a fianco dei management delle aziende per aiutarli le migliori strategie di decision making, fornendo strumenti e servizi di consulenza. Contattaci per scoprire come Sinedi può aiutare anche la tua impresa nei processi decisionali.


Team Sinedi

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