Come migliorare il brainstorming? Cercando domande e non risposte

Ogni giorno, in ogni azienda c’è la necessità di trovare soluzioni a nuovi problemi o di ideare proposte innovative per rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione che richiede risposte creative e, a volte, divergenti.

Nella risoluzione di queste problematiche, soprattutto se di elevata complessità, è necessario il contributo di più componenti del team che, lavorando assieme, cerchino una soluzione efficace utilizzando le tecniche più comuni.

Tra queste tecniche la più diffusa è sicuramente quella del brainstorming: libera condivisione di idee e possibili soluzioni, seguita poi da un’attività di raccolta e di scremature delle risposte per arrivare a identificare quella migliore.

Questa tecnica porta i partecipanti a mettersi in prima linea nella ricerca della risposta più immediata rischiando però di non riuscire a trovare un idea veramente innovativa e distruptive.

E se invece di ricercare risposte, si andasse alla ricerca di domande che consentano di vedere il problema da angolazioni nuove e non ancora prese in considerazione?

Il brainstorming orientato alle domande è una nuova tecnica di brainstorming proposta da Hal Gregersen, Executive Director del MIT Leadership Center and a Senior Lecturer in Leadership and Innovation al MIT Sloan School of Management; secondo le sue ricerche ed esperienze questo orientamento alle domande anzichè alle risposte facilita il superamento di pregiudizi cognitivi e l’ingresso in nuovi territori inesplorati

La nuova metodologia consiste in un processo di riformulazione dei problemi con modalità più produttive che aiuta le persone ad adottare un approccio mentale più creativo orientato a individuare soluzioni creative.

brainstorming problem solving

Come gestire il brainstorming?

Hal Gregersen, a seguito di anni di sperimentazione con diversi gruppi di dimensioni e con tempistiche diverse, ha definito tre fasi standard per la corretta gestione del brainstorming orientato alle domande: una breve guida per ottenere i migliori risultati.

Fase 1. Preparare il terreno

Prima di tutto è necessario selezionare un problema definito, che può essere un ostacolo incontrato durante un’attività oppure un’opportunità interessante di mercato, e invitare colleghi e collaboratori a esaminarlo assieme sotto angolazioni nuove. In questa fase, se possibile, è utile includere due o tre persone che non hanno esperienza diretta del problema e hanno uno stile cognitivo diverso dal nostro.

Dopo aver esposto brevemente il problema al team di lavoro, è necessario mettere in chiaro due regole: si può contribuire solamente attraverso la formulazione di domande e non di risposte e non sono ammessi preamboli o giustificazioni alle domande proposte.

Fase 2. Generazione delle domande con il brainstorming

Dopo la prima fase, si entra nel vivo dell’attività. Si dedicano quattro minuti a generare il maggior numero di domande sul problema da risolvere.

In questo esercizio l’enfasi sta sulla quantità: chiedendo al gruppo di generare il maggior numero di domande in un tempo limitato si può avere la certezza che le stesse siano brevi, semplici e creative che andranno riportate parola per parola su un cartellone o su una lavagna.

E’ utile ripetere l’esercizio più volte, mantenendo sempre una durata limitata, in modo da generare il maggior numero di domande possibile.

Fase 3. Identificare una linea di interrogazione e portala avanti.

Una volta raccolte tutte le domande è fondamentale ristudiarle e identificare quelle che suggeriscono nuovi approcci solutivi. Nella gran parte dei casi questo esercizio produce almeno una domanda che ridefinisce utilmente il problema e che offre una prospettiva per risolverlo: è importante selezionare quelle che sono maggiormente intriganti e che consentono di vedere le cose sotto una luce diversa.

Infine è necessario impegnarsi a perseguire almeno un nuovo approccio solutivo nato dall’attività di brainstorming, definendo un piano di azione a breve termine: quali azioni concrete si possono intraprendere nelle prossime settimane per trovare possibili soluzioni suggerite dalle nuove domande?

Sinedi affianca ogni giorno le imprese per aiutarle a trovare soluzioni ai loro problemi, anche grazie all’utilizzo di tecniche innovative che vedono il cliente protagonista e parte integrante dell’attività.

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Photo Credit: Pxhere


Team Sinedi

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